Libri - Presentazioni Acitelli-Parpaglioni. Cavallo di Ferro a Roma si libra

Pubblicato il 16/09/11

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Appuntamenti:
 
Giovedì 22 settembre dalle ore 19 alle ore 20 
Incontro con lo scrittore e poeta romano Fernando Acitelli in occasione della pubblicazione del suo nuovo romanzo, Sulla strada del padre.
Con l'autore interviene Saverio Simonelli (Tv Sat2000).
 
Sulla strada del padre, Fernando Acitelli (Cavallo di ferro, pp. 301, euro 17,50)

Può un padre essere tanto eccezionale e lasciare un segno così indelebile da indurre suo figlio a seguirne il solco per tutta la vita?

Spinto dal ricordo emozionato del genitore e seguendo la scia dei ricordi, l'autore attraversa strade e rioni di Roma - dai resti della città antica, alla periferia Sud (dove con il padre ha condiviso l'amore per il calcio e i racconti della guerra), passando per i quartieri che hanno da raccontare qualcosa sul suo passato - nel tentativo di ricostruire il dialogo di un tempo.

"Ho un altro tesoro con me e infatti mi sento più pesante mentre procedo: oltre allo zaino e alla tenda tutta raccolta, ho anche queste due parole mai pronunciate da altre labbra, padre mio. Mentre tu sfilavi per il quartiere della giovinezza, pure il tuo cuore sussultava perché neanche a te erano oscuri i sottoscala dove si moriva per un nonnulla. Eri acchittato, lustro di chioma, di sguardo sorridente e di passo composto: forse t'attendeva una fanciulla lungo via Casilina. Ma tu in quegli istanti, mentre procedevi verso il tuo appartamento, l' occhio puntavi su quei ricoveri sotto il livello stradale - devo averla presa proprio da te questa attitudine - dove s'innalzava un odore di lana e di fiori appassiti e dove il letto era come un altare per quel vecchio sfinito. (...) Tu, padre mio, sentivi ogni parola sfilando proprio sopra quella finestra di basso, e da quel momento in avanti avresti vissuto un'altra mattinata".

Le parole paterne, rievocate nella mente, sembrano ora impresse sui muri e sui monumenti della città, anche dove tutto è cambiato e l'immagine della memoria è ormai lontana.

E così a poco a poco, sotto l'urto dei ricordi e dei sentimenti, Roma diviene il museo all’aperto di una storia collettiva, ma anche  individuale e generazionale,  la mostra sbiadita dei frammenti della giovinezza paterna «donata alle armi» e devastata dalla guerra, dalla prigionia nel campo di concentramento e dalla brutalità fascista.

Ad ogni tappa di questa dolorosa via crucis personale, un oggetto appartenuto al padre (fotografie, lettere e posta militare con tanto di timbro della censura) fuoriesce dallo zaino del figlio per ricomporre un percorso; è per questo, del resto, che

"s'allestisce il vagabondaggio, per disporsi totalmente a ritrovamenti e ricongiunzioni. Frugare nelle ore come pure nei luoghi per attendere uno sbaglio di natura (un pertugio, un cedimento) dal quale poter avvistare una via d'uscita, un senso".

Con il suo consueto linguaggio poetico, cesellato con arte, Fernando Acitelli racconta la vita di un grande uomo, suo padre, e di una generazione, quella sopravvissuta ai conflitti mondiali e alla dittatura, trascinando il lettore in un viaggio sentimentale, dove la Roma di oggi si fonde con le immagini ricordate della Roma post-bellica, ma anche e soprattutto in un pellegrinaggio alla ricerca del padre, come se la ricerca stessa fosse un modo per tenerlo ancora accanto a sé.

Fernando Acitelli è nato e vive a Roma. Scrittore, poeta e giornalista è autore de La solitudine dell’ala destra (Einaudi 1998), Francesco Totti. Il tribuno di Porta Latina ( Limina 2002), I vecchi esultano la sera (Avagliano 2007), Miagola Jane Birkin. Filologia degli anni Sessanta (Coniglio editore 2009).

 
 
Sabato 24 settembre dalle ore 20 alle ore 21 
Presentazione del libro Il muchacho di Roberto Parpaglioni.
L'autore ne parla con Fernando Acitelli.
 

Il muchacho, Roberto Parpaglioni (Cavallo di ferro, pp. 365, euro 18)

Roma: negli anni tra il 1962 e il 1967 si snoda il racconto dell’infanzia di Saverio, detto il muchacho. Suo padre ha un negozio di macellaio nelle vicinanze dell’Eur, sua madre sta alla cassa. Non hanno molto tempo da dedicargli, e così Saverio vive quasi sempre dalla nonna materna, una donna forte e ardita che nel 1942 si è separata da un marito che considerava di poche speranze e se n’è andata a Padova. Lì ha condotto una vita libertina per poi tornare a Roma, più squattrinata di prima, e andare a vivere con Umberto, una comparsa di Cinecittà, in un appartamento della Cooperativa Tranvieri di Roma, a San Giovanni. Il nonno materno, abbandonato dalla moglie, di diventare ricco fa lo scopo della sua vita, e ci riesce. Al culmine di una rapida carriera, diventa un produttore cinematografico di grande successo.

Saverio si trova dunque a trascorrere le sue giornate passando in continuazione da una realtà all’altra, dalla semplicità al lusso, e viceversa. Suo padre, un semplice macellaio, per essere all’altezza del suocero e spinto dall’ambizione della moglie, vende il negozio e apre una sala giochi nel quartiere periferico di Tor de’ Cenci. Sua madre, invece, travolta dal fascino della nuova vita, si dedica all’arredamento di un grande attico ai Parioli. Ma se la madre di Saverio non pensa ormai che alle sfilate di moda e a sfoggiare con poco gusto la sua recente ricchezza, il padre in questo nuovo ambiente si sente un pesce fuor d’acqua. La sua lacerazione sarà talmente profonda da fargli preferire la solitudine: animo nobile, ha orrore di questo cambiamento storico che, pur non rendendosene ben conto, sente intriso di una volgarità senza ritorno.

Ma non c’è solo Roma nella storia di Saverio. Durante una vacanza a Barcellona, infatti, il muchacho rimarrà folgorato dalla bellezza della Sagrada Familia, al punto da non sapere più se il suo futuro sarà nel segno del cinema o dell’architettura. Sempre che non decida di darsi al calcio, l’altra sua grande passione, per giocare un giorno in Coppa dei Campioni...

Attraverso lo sguardo dolce e ingenuo di Saverio, il lettore assisterà a quel passaggio epocale che ha fatto dell’Italia un altro paese. Passo dopo passo, per le strade di Roma e quelle di Barcellona, vedrà un mondo svanito per sempre; sulle sue rovine ne è nato un altro, quello sfavillante e aggressivo di oggi. Il rimpianto sarà però attutito dalla dolcezza, dagli occhi di un bambino che un giorno, forse, il dolore dovrà pur conoscerlo, ma per oggi no. Così, allora, sarà anche per il lettore, che da Saverio si lascerà amorevolmente sedurre.

 

 

Roberto Parpaglioni è nato nel 1954 a Roma, dove vive. è autore del romanzo Marianna la pazza (1986/2002), e della raccolta di racconti In quattro tempi (2000, Selezione Premio Strega). Per il teatro ha scritto Sangue spezzato (1985) e Dolce stil novo (2000). è stato il fondatore del «Centro culturale libreria Bibli» di Roma e della casa editrice Quiritta.

 

è on line il sito del romanzo: www.ilmuchacho.it

 


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