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Piazza Caduti sul Lavoro


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Piazza Caduti sul LavoroVicino alla Cattedrale di S. Clemente, nell’attuale piazza Caduti sul lavoro tra il 1499 e il 1530 fu edificato “una specie di palcoscenico molto vasto, con annessi locali” di “ordine corinzio e adorno di marmi” con il fronte rivolto a est forse unico nella storia dell’arte, dove nel Medioevo venivano rappresentati i Misteri della vita di Cristo. Nel 1563 in occasione delle rappresentazioni, il Comune faceva costruire dei palchi, sui quali il Magistrato e le autorità potevano assistervi. Nel 1765 la Confraternita del Gonfalone che ne era proprietaria, chiese al Comune di costruire un granaio al posto del teatro che avrebbe demolito e di appoggiarlo al muro castellano retrostante. Stefano Borgia, non ancora cardinale, cercò inutilmente di difendere “dal vandalico piccone le venerande reliquie”. (da Augusto Tersenghi, 1910)

Non potendo impedirne la distruzione, egli fece a realizzare il disegno degli avanzi dell’edificio e quindi inciderlo in rame. Il Comune, accettò la proposta della Confraternita, con la condizione che prima della demolizione se ne curasse un disegno da conservarsi in Comune. Il disegno fu ritrovato dal Tersenghi per caso, fra vecchie carte che stavano per essere inviate in cartiera perché ritenute inutili”

Palazzo VescovileSuccessivamente il granaio fu trasformato in abitazione e del monumento resta soltanto il portone di destra, contrassegnato dal numero civico 21. All’interno, oggi ridotto a forno, ancora si vede qualche avanzo di archi.

A sinistra della foto, il Palazzo Vescovile del 1465.

Pro Loco Velitrae


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