Nel Cinquecento era chiamata Piazza del Piano e dove oggi c’è la ferramenta c’erano, come in tutte le principali piazze medioevali, le logge dei mercanti con un porticato e tavoli di marmo per vendere le merci. La pavimentazione era molto diversa, c’erano i sampietrini.
La fontana fu costruita nel 1612 quando, con la perforazione dell’acquedotto Fontana, opera del celebre idraulico Giovanni Fontana, fu condotta l’acqua a Velletri. In stile barocco, fu probabilmente opera dello scultore Angelo Pellegrini che vi rappresentò divinità mitologiche, cavalli marini e leoni su disegno dell’architetto Massimiliano Bruni che eseguì anche quella situata nella piazza del Trivio poi demolita e sostituita da Rainaldi.
Nel 1623 fu restaurata dall’architetto Giovanni Battista Rainaldi che vi apportò modifiche in più parti. In successivi interventi del XVII e XVIII secolo furono sostituiti i quattro conconi che distribuivano l’acqua con gli otto mascheroni. Nel 1684 vennero aggiunte le colonnine per non far abbeverare gli animali nella vasca. Nel 1755, sotto la direzione dell’architetto Nicola Giansimoni fu portata allo stato attuale.
Sono passati molti anni. Adesso non c’è più la fabbrica di liquori, non ci sono più i sampietrini ma l’asfalto.
Accanto la fontana ci sono le panchine e il bar con i tavolini. Vicino c’è l’edicola, la giocattoleria, la farmacia, la pizzeria, la ferramenta, un negozio di abigliamento e il supermercato.
La curva descritta dagli edifici fa presupporre l’esistenza di un anfiteatro, dimostrata dalla lapide, rinvenuta nel 1564 forse (secondo il manoscritto cinquecentesco del Landi) sotto la torre dei Foschi, in via Furio che ne commemora il restauro avvenuto tra il 364 e il 367 a spese del principalis curiae (=capo e rettore del Senato) Lollius Cyrius:
“Essendo nostri signori Valentiniano e Valente [364-375 d. C.] sempre augusti/ Lollius Cirio principe della curia fece fare 12 piloni a proprie spese/ per ripristinare nel primitivo aspetto l'anfiteatro cadente in rovina/ con le porte posteriori e l'intera arena/ Nipote di Lollio Cirio, principe della Curia e già pretore, figlio di Claudio principe e patrono della curia, pronipote ......./ ai principi felicemente”.