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Chiesa di sant’Antonio abate


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Chiesa di sant’Antonio abateChiesa trecentesca, costituita da una navata, facciata con cornicione a gattelli di marmo, finestre gotiche lunghe e strettissime (murate nel 1737 per poggiarvi l’organo), portale formato da architravi decorati di epoca romana, (età imperiale) sormontato da un gran lunare a traforo e un chiostro. Le prime notizie risalgono al 1463. Dal XIV al XVI secolo appartenne all’Ordine dei Canonici Regolari di Vienne che costruirono l’abitazione per i religiosi e –all’interno del cortile- l’ospedale per i poveri. Scopo dell’ordine era, infatti, la costruzione e la gestione di ospedali ed ospizi per poveri e forestieri.

Quando nel 1586, questi religiosi si ritirarono a Roma, la proprietà della chiesa passò alla Pontificia Accademia Ecclesiastica, poi al vicino Convento di s. Francesco e successivamente all’Università dei Mulattieri e Carrettieri (poiché S. Antonio Abate è protettore dei cavalli e altri animali da soma).

Già nel 1644 l’Università dei Mulattieri festeggiava S. Antonio Abate con la cavalcata e l’aggiudicazione dello stendardo al miglior offerente che potrà ospitarlo in casa fino all’anno successivo Ancora oggi la festa di S. Antonio ripropone il corteo di cavalli bardati e cavalieri in costume, la corsa all’anello e l’asta pubblica dello stendardo del santo.

Lapide di Frate CorradoL’unica testimonianza dei canonici di Vienne, nella chiesa di Velletri è la lapide di Frate Corrado (0,45x1,33) riutilizzata nella parte opposta per ricordare il canonico regolare francese Claudio Dojon, morto nel 1586, l’ultimo della Congregazione dei canonici di Vienne che resse la chiesa. Trovandosi sul pavimento, l’usura ne cancellò la scritta.

Pro Loco Velitrae


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