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Ex Convento di San Francesco, detto casermaccia

Pubblicato il 22/04/09

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ex convento di San FrancescoNella Decarcia di Castello

I Francescani furono introdotti in Velletri direttamente da San Francesco. Il primo convento, fondato dal santo, fu trasferito, nel 1244, nell'edificio oggi conosciuto come "la casermaccia" perché dopo il 1873, anno della legge di soppressione degli ordini religiosi, ospitò la caserma dei bersaglieri.

Nel 1250 in questa chiesa arrivavano molti pellegrini dai paesi vicini perché conoscevano i miracoli che san Francesco aveva fatto. Per la costruzione di questa chiesa, il papa Innocenzo IV (vescovo di Velletri dal 22 luglio 1231 al 25 maggio 1261) prima invitò i cittadini a dare elemosine, poi, il 30 marzo 1246, concesse 40 giorni di indulgenza a chi aiutava i religiosi nella costruzione del convento e della chiesa quindi, il 15 settembre 1253, concesse di utilizzare per i bisogni del Convento, il ricavato dalla vendita delle cose acquistate con usura o comunque male possedute, qualora non si potesse trovare il legittimo padrone.

Padre Tommaso da Celano, biografo di S. Francesco, nel "Trattato dei Miracoli”, scritto tra il 1250 e il 1253, narra il miracolo accaduto ad un giovane fratturato di Cisterna, che, portato dai genitori il giorno di San Francesco nella chiesa di Velletri, guarì improvvisamente mentre durante il vangelo si ricordava che "le verità nascoste ai dotti sono rivelate ai piccoli”.

Il convento aveva un chiostro centrale, quadrato, affrescato con immagini della vita dal santo, ma queste immagini erano state già coperte nel 1910, lo storico locale Augusto Tersenghi, descrive l’edificio in stato di completo abbandono: rimaneva solo "qualche lapide sparsa qua e là nel chiostro” e "un ricettacolo di lordure, ove l'acqua cade in ogni lato”.

ex convento di San Francesco OggiIn questo edificio nel XII-XIII secolo si svolgeva gran parte della vita amministrativa. Infatti nel chiostro si riuniva il Parlamento e nella sacrestia della chiesa di S. Francesco, sotto doppia chiave (una conservata dai priori, l'altra dal guardiano del convento), si conservava il "bussolo delle elezioni". In occasione delle elezioni, il magistrato in carica si recava a prendere il bussolo e lo portava al palazzo comunale per procedere all'estrazione a sorte dei nuovi rappresentanti della città.

Al termine dell'elezione, con lo stesso cerimoniale, si riportava l'urna al convento. Durante la seconda guerra mondiale la chiesa venne destinata a ricovero per gli sfollati e ospitò anche qualcuno dei nostri nonni.

Pro Loco Velitrae


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