Imponente edificio iniziato nel 1822, sede del Delegato Pontificio quando Velletri era Capoluogo della Provincia di Marittima (1832).
Fu danneggiato durante l’ultima guerra e ricostruito rispettando il progetto originario sulla stessa area che dal XIII al XVII secolo era occupata dal vecchio palazzo comunale in cui fino al 1400 abitò il Podestà.
Con il trasferimento del magistrato nel nuovo palazzo comunale, il “palazzo vecchio”, fu adibito a residenza del Comando e della Compagnia dei Còrsi, i soldati pagati dalla città per tener sicura la strada consolare romana nel passo della Faiola.
Abolita questa milizia, il palazzo fu demolito e, nel 1835 sostituito dall’attuale edificio, disegnato dall’arch. Gaspare Salvi, sede della Legazione provinciale e della Sottoprefettura, quindi, fino al 1870 residenza del Governo Pontificio e della Giudicatura civile e criminale poi del Tribunale e della Pretura da cui il nome “palazzo di Giustizia”.
Attualmente ospita alcuni uffici comunali.
Sulla facciata principale nel 1850 fu murato un bassorilievo, scolpito dal prof. Filippo Gnaccarini che rappresenta il ritorno al trono di Papa Pio IX, dopo 15 mesi di esilio a Gaeta, nel regno di Napoli, sotto l’egida di 4 potenze, Francia e Austria raffigurate a destra, Spagna e Regno di Napoli a sinistra. Al centro è raffigurata la provincia di Velletri, genuflessa, che riceve il papa.