Il Museo Civico di Velletri è ubicato all'interno del palazzo Comunale.
Il primo cenno all’istituzione del museo civico risale al 3 luglio 1877 quando il Sindaco comunica alla Sottoprefettura l’intenzione di inventariare gli oggetti d’arte delle chiese dei conventi sconsacrati nel territorio veliterno in seguito alla legge di soppressione degli ordini religiosi. Non ci sono altri documenti fino al 4 settembre 1882 quando Oreste Nardini, il locale ispettore ai monumenti, sollecitò il sindaco a far radunare in un luogo le antiche iscrizioni veliterne e stanziare fondi per l’acquisto di materiali archeologici di proprietà di privati.
Nel 1884 esistevano materiali archeologici ammassati in alcune stanze dell’archivio comunale, l’anno successivo si allestì una “sala delle lapidi” e nel 1910 il museo civico archeologico occupava due sale al piano terra del palazzo comunale, una delle quali conteneva le epigrafi paleocristiane e altomedioevali. Gli eventi bellici distrussero l’edificio e provocarono la dispersione della ricca collezione (2.650 i pezzi inventariati nel 1937 contro i 513 del 1986)
La raccolta, solo in parte esposta, è costituita da materiali del periodo arcaico (da necropoli e templi), romano (fregi, lucerne, ex voto in terracotta; statue e frammenti marmoree; epigrafi) e altomedioevale.